Chi sono?

Chi sono? Beh, questa è la classica domanda da 100 milioni di dollari, dato che in nessun caso, mai potrò dirvelo, specialmente perché non posso rendere note le identità dei protagonisti delle mie storie, per tutelarli e tutelarne la memoria, nel caso di coloro che sono ormai passati a miglior vita.

Le mie sono storie inconfessabili, eppure potrebbero essere storie comuni, in quanto tutti, più o meno, hanno fatto cose scabrose o di cui si sono pentiti, oppure vorrebbero dimenticare. Ognuno di noi ha i suoi segreti, e la maggior parte si vergogna di confessarli. Francamente anche io, mettere a nudo la propria anima non è cosa facile, ed è la principale ragione per cui ho firmato questo blog in forma anonima. Il mio nome nella narrazione sarà Chantal, francese come il mio nome reale.

Il titolo del blog è Memorie di una vita vissuta al limite perché racchiude racconti di una vita vissuta al massimo, spinta oltre i limiti e nella prima parte pilotata da integrale incoscienza e irresponsabilità: ero come una scheggia impazzita alla ricerca di forti emozioni e senz’altro anche di me stessa. Avrei potuto intitolarlo I miei primi quarant’anni, ma questo titolo esiste già e farei di certo confusione!

L’idea mi è partita di recente, o meglio, si è consolidata di recente, in verità non avevo alcuna intenzione di raccontare i miei fatti personali, troppo intimi da poter essere di dominio pubblico. È stata una mia carissima amica, Marica, che più volte negli anni mi ha ripetuto questa domanda: «Con tutto quello che hai vissuto, che hai da raccontare, perché non scrivi un libro?» All’inizio scartavo animatamente a priori, non ne avevo il coraggio, eppure con il tempo ho cominciato a familiarizzare con l’idea, non reputandola poi così inaudita, benché con la clausola perentoria di non rendere mai pubblico il mio nome.

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Il mio memoriale parte dalla mia lontanissima infanzia, una sorta di raccolta sulla molteplicità delle mie esperienze di amore, sesso, droghe, alcol, follie ed eccessi, esoterismo, violenze, molestie ed anche un pizzico di omosessualità. Per questo, la lettura è riservata ad un pubblico adulto, che possa dunque interpretare adeguatamente il contenuto, ma in nessun modo è un blog che tratta temi di pornografia e similari.

Ho 45 anni, questo posso dirvelo, e talvolta mi capita di pensare di aver vissuto più vite, in una sola, per quante siano state, incalcolabili, le cose che ho fatto. Certo è, che non sarà possibile ricordarle tutte e soprattutto nei dettagli, infatti è probabile che qualche ricordo annebbiato mi depisterà, conducendomi a non riportare la nuda verità. Tendenzialmente, comunque, è tutto vero. Nulla di quello che leggerete è inventato, né arricchito dall’immaginazione per diventare più avvincente.

Preciso inoltre che scrivo tutto di getto, così come parte dalla mia anima, senza programmi né scalette, soltanto seguendo un ordine cronologico dei miei ricordi e dei miei pensieri. Dunque sarà possibile che torni indietro nei capitoli, per integrare e dettagliare, man mano che il viaggio nella memoria si farà più fitto e inoltrato.

Questa raccolta di memorie, che sarà quindi in continua evoluzione, verrà suddivisa in diverse sezioni, divise per temi principali che caratterizzano ciascun periodo. Incentrate sull’amore, che è il fulcro di ogni fase vitale, ne determinerà l’ordine cronologico: all’interno, ovviamente, si snoderanno tutti gli altri tipi di esperienze, anche di amicizia e di rapporti interpersonali, relazioni personali e professionali, avventure sopra le righe ed eccessi di vario genere.

Ora sto vivendo il riposo del guerriero, ho trovato finalmente la pace, sia con me stessa che con il mondo. Ho raggiunto l’illuminazione ed alcuni mi considerano come una specie di guru, avendo praticamente tutte le risposte alle domande (ovviamente quelle elevate). Incredibile come la mia trasformazione mi abbia condotta ad essere una persona radicalmente dissimile da quella passata. Se me lo avessero detto anche solo dieci anni fa, non ci avrei affatto creduto.

Questo dimostrerebbe che gli eccessi, gli errori, i danni, tutte le follie seguite insegnano, eppure non è un processo valido per chiunque. Incoscienza, istinti e impulsi primordiali sono padroni, tuttavia alla base ci dev’essere sempre una mente che ragiona, che si tutela, una mente che non vuole morire. E si ferma al limite.